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Presentazione progetto Natale IN Arte

CORUZZI EVENTI ARTE  invita alla conoscenza del progetto Spazi Insoliti dell’Arte

con l’evento speciale Natale IN Arte-Opere e carte d’Artista

Comunicato stampa

17-24 dicembre 2012 – apertura straordinaria

 di Spazi Insoliti con Le Opere e Les Objéts de l’Art  di

Emanuele Conti,

Giorgio Ulivi, Lazzaro Fornoni

ed altri

si raccontano e presentano

Natale IN Arte-Opere e carte d’Artista

progetto per la diffusione  della cultura dell’arte

Si invita da Lunedi 17 dicembre  al 24 dicembre 2012 all’ apertura straordinaria al pubblico di

Luoghi insoliti dell’arte

Una  ricerca diversa alla scoperta del presente e della memoria d’artista attraverso libri, carte, documenti, fotografie, stampe, disegni,oggetti,con aperture d’anticipazione di progetti e nascita  di collezioni speciali .

Tesori d’arte  sconosciuti, presentati ad amatori  di ogni età.
Servizi innovativi per la fruizione del mondo sensibile dell’arte e della cultura.
Visite particolari e dedicate, esposizioni ed eventi per rendere ancora più avvincente il viaggio alla scoperta di nuovi aspetti e proposte  in tema artistico e culturale.
Per il piacere, l’uso e la partecipazione dell’arte, in maniera diversa e un po’ fuori dagli schemi comuni .

La manifestazione “ Opere e Carte  d’artista  con Natale INArte” è promossa  dal centro Coruzzi Eventi in linea con le attuali ricerche di partecipazione globale alla sfera dell’arte e della cultura . Arte cultura, beni e  attività culturali permettono attraverso la fruizione del passato e del presente un continuo arricchimento dei valori formativi. Parlando dei  beni culturali il pensiero si rivolge ai musei, ai palazzi storici, alle sculture , alle opere  pittoriche e raramente alla cultura del libro e della ricerca artistica  su carta o all’oggettistica d’autore.

Il progetto di “luoghi insoliti dell’Arte”, con Opere e carte d’Artista

si prefigge di sollecitare l’interesse per la valorizzazione dell’aspetto non secondario  dell’Arte: il valore d’insieme del pensiero stilistico d’autore.

Con questa apertura straordinaria si punta a promuovere e a far conoscere al vasto pubblico la rete di idee e valorizzazioni dell’ambiente vitale e circostante non solo attraverso l’occhio d’artista ma anche di chi possa coglierne il valore attraverso la partecipazione della ricerca, per il sostegno dell’arte e  per un nuovo collezionismo anche attraverso l’arricchimento di sé.

Un’occasione speciale per visitare anche in occasione delle festività, con Natale IN Arte  e l’apertura di spazi insoliti e legati da comune condivisione del valore dell’importanza dell’arte ancor più  oggi  e nel tempo e nell’attualità della difficile   realtà contemporanea. Luoghi dedicati, ma anche piccole realtà, salotti privati, ambiti aziendali, sportivi,culturali per una vivida partecipazione al sensibile, al contenuto ed all’estetica.

Progetto
a cura di Alessandra Lucia Coruzzi

HubRamus-srl–  Via Tertulliano37- 20137Milano.
Fabrizio Dassie  c/o Spazio S.Alessandro –Via Amodei 3,Milano.
Sporting Club– Milano 3Sporting Gestioni srl-PiazzaMarco Polo- Basiglio,20080Milano 3

Per info
apertura ed orari degli spazi aderenti
info @coruzzieventiarte.com

Per le opere  e  le immagini:
info@coruzzieventiarte.com

Tutti i Diritti intellettuali e d’Autore riservati-

Le schede di presentazione:

EMANUELE CONTI : il progetto di “luoghi insoliti dell’Arte”, con Opere e Carte d’Artista.

GIORGIO ULIVI:il progetto di “luoghi insoliti dell’Arte”, con Opere e Carte d’Artista.

LAZZARO FORNONI : il progetto di “luoghi insoliti dell’Arte”, con Opere e Carte d’Artista. 

Programma

EMANUELE CONTI,
GIORGIO ULIVI,
LAZZARO FORNONI

PARTECIPANO AL PROGETTO

“luoghi insoliti dell’Arte”,
con Opere e carte d’Artista

Programma espositivo :
Dal 17 dicembre
Fabrizio Dassie c/o Spazio S.Alessandro –Via Amodei 3,Milano.
Dal 18 dicembre e dal 19 dicembre
HubRamus-srl – Via Tertulliano37- 20137Milano.
Sporting Club- Milano 3-Sporting Gestioni srl.-Piazza Marco Polo-
Basiglio,20080Milano

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EVAN DE VILDE

 

Evan De Vilde nasce a Napoli nel 1973.

Artista contemporaneo, viene considerato l’ideatore e il fondatore dell’Archeorealismo, movimento d’avanguardia la cui poetica si basa sui contrasti estetico-linguistici di oggetti temporalmente distanti, come ad esempio autentici reperti archeologici installati in moderne composizioni d’arte contemporanea.

“Egli è un artista insolito” – afferma il suo curatore Antonio Filippetti – “addirittura speleologo ostinato che cerca nel passato i materiali per la sua arte.”

Non a caso l’archeorealismo da cui nasce l’arte di De Vilde parte da reperti archeologici, pergamene antiche, antichi manufatti o fossili per diventare nuovo realismo concettuale e parlare nuovi linguaggi che non siano quelli soliti della museologia classica.

Disegnatore, pittore e scultore si dedica ad opere di grafismo lineare, esplorando spazi concettuali e nuovi linguaggi artistici ed estetici, introducendo aspetti innovativi nel disegno e nelle installazioni, sperimentando nuovi approcci concettuali e didattici, senza rovinare le opere archeologiche ma preservandole intatte alle generazioni future.

Egli, in quanto grafico pubblicitario, si dedica anche al design di gioielli partendo da antichi manufatti archeologici e design d’interni in chiave archeorealistica.

Molteplici sono le opere di De Vilde: egli realizza i litoplastoi, opere di pietra naturale e filo artificiale per rappresentare la società; i subacquis per rappresentare l’alterità delle culture; e le Opere Ming per rappresentare i concetti di globalizzazione.

“Chi siamo noi del XXI secolo per poter scalfire, strappare, distruggere un’opera antica quanto il tempo, quale diritto o licenza artistica abbiamo noi contemporanei per poter piegare la memoria antica a nostra immagine e somiglianza?”

“[…] In una nuova concezione prospettica del quadro creo una prospettiva che mi consente di orientare lo sguardo dell’osservatore verso il passato (al reperto archeologico) e verso il futuro (alla conservazione della memoria alle generazioni future) in un fulcro ottico centrato nel contemporaneo, giocando su concetti di storia attuale, così da attualizzare un reperto antico svecchiandolo e riportare nel passato un avvenimento di storia contemporanea.”

“[…] Senza tradire lo scopo della conservazione del reperto archeologico, perché nel primo mio assioma dell’archeorealismo resta inteso che l’oggetto antico non dovrà mai essere snaturato o intaccato, e senza mai tradire l’arte contemporanea che è quella di concettualizzare un fenomeno storico in un oggetto simbolico come può essere quello archeologico, ho fuso la storia antica con quella moderna, storia nella storia, livelli che tra loro si rincorrono e si chiudono uno nell’altro inseguendosi senza mai raggiungersi.”

Così l’artista spiega ad una sua conferenza a Palazzo Gravina, in occasione di un convegno sulla memoria dell’arte e della sua nuova “invenzione artistica”, già chiamata “archeorealismo”.

In quest’ottica l’arte concettuale di Evan De Vilde parte dal presupposto che l’opera di fondo, quella archeologica o di antiquariato, sia primaria e centrale nell’opera da essere rispettata e non intaccata in nessun modo dal processo creativo del contemporaneo.

Fondendo insieme antichità e ultime tendenze tecnologiche e formali, l’archeorealismo aspira ad un’armonia tra linguaggi temporalmente molto distanti tra loro. Tutte le opere tendono alla ricerca di un nuovo realismo, basato sull’equilibrio estetico di un reperto storico che, tramite interventi e impianti contemporanei, possa ritrovare un fascino nuovo e valorizzare ancor più la sua carica storica, al fine di costituire un messaggio nuovo e potente, che guardi alla contemporaneità e vada anche oltre.

Il dialogo che nasce tra antico e contemporaneo permette così ad archeologia ed arte di dare vita ad un sogno congiunto, di archeologo e artista contemporaneo, che vorrebbero in un museo-galleria la concentrazione massima di due linguaggi dell’arte storicamente diversi e spesso per questo inevitabilmente divisi nella comune concezione museale.

I linguaggi e i materiali usati dall’Archeorealismo sono moderni, come il plexiglass, le fibre sintetiche o l’acciaio, vengono utilizzate installazioni e brand famosi accostandoli ad oggetti del passato. L’artista archeorealista indaga in questo modo l’opera antica e cerca di completarla aggiungendo un pezzo di una realtà storica a lui contemporanea che, nel rispetto del reperto, che non viene mai in nessun modo alterato nella sua struttura, gli dà nuova forma e lo carica di nuovi significati, rivelandone spesso aspetti nascosti o proponendone di nuovi ed inattesi.

Tra le opere più rappresentative dell’archeorealismo troviamo indicata l’Opera Ming: una composizione semplice, ma estremamente emblematica. L’artista, come in un sistema di scatole cinesi, racchiuse un antico vaso della dinastia Ming, databile attorno all’anno 1480, in una bottiglia di vetro della celebre Coca Cola, dando vita ad un vero e proprio manifesto della globalizzazione.

L’Opera Ming è quindi la concreta esplicazione non solo della realizzazione materiale dell’opera archeorealista ma anche e soprattutto dell’idea e del processo che porta l’autore alla realizzazione dell’opera stessa.

Queste opere raccontano in modo molto efficace la nostra società, la complessità dei linguaggi dell’arte contemporanea, della pubblicità e della tecnologia, ma sopratutto la nostra storia attuale partendo da quella antica. Tutto nasce dal confronto e dallo scontro tra epoche, temi, sensibilità, valori diversi e lontani, ma tra cui è sempre possibile intravedere delle relazioni, cogliere a vari livelli dei rapporti, delle analogie o dei contrasti che ci aiutano a capire meglio passato e presente e ci spingono a riflettere ed interrogarci su temi di grande importanza ed attualità, in modo originale, nuovo e mai scontato.

Guardare al passato e reinventarlo mettendolo in relazione con elementi tipici del nostro tempo diventa così un ottimo modo per interrogarci sulla nostra epoca ed elaborare un messaggio artistico originale e di grande impatto, su cui dovremmo tutti riflettere.

E’ sulle basi dell’oggetto antico che nasce quindi l’opera contemporanea, intesa come conservazione della memoria del passato da utilizzare come filtro per il presente.

 

Immagini:

 

EL DORADO

“El Dorado è il paradosso dei livelli storici che assieme si fondano e permettono la crescita di nuove tipologie di costruzioni mentali. Dal neolitico emergono nuovi materiali, nuove rappresentazioni della realtà, più sintetiche, di plastica, che emulano la natura, in modo iperrealistico, ma che assieme fondano nuove rappresentazioni della realtà stessa che ci circonda. La prima arte, quella neolitica, si confronta con l’arte recente della sintesi plastica.”

 

ATTIMO

“1950: la Cina dilaga in tutto il Tibet orientale; da allora templi, monasteri ed edifici storici sono stati razziati e rasi al suolo, le antiche opere d’arte ed i tesori della letteratura sono stati distrutti. Questa composizione artistica viene infatti considerata una denuncia sociale e uno strumento della “memoria”. La lotta tra Tibet e Cina deve essere raccontata; con quest’ opera, l’autore, vuole vincere la morte di un popolo senza scampo.

L’Opera è stata esposta alla 54° Biennale di Venezia Padiglione Italia – Torino presso la Sala Nervi – collocata nell’ Area dedicata – Coruzzi:

“Attimo” – opera pittorica – olio su tela – cm  80,5 x 86,5 – anno 2011

 

  CARTERIS TIBETANO IN BLU

 “Principio dei clicli storici, della conservazione dei materiali archeologici e della memoria storica di un popolo: questo è ciò che evocano i manoscritti antichi incastrati in queste teche moderne. Con quest’opera De Vilde vuole fortemente rappresentare e denunciare l’oppressione della cultura tibetana nelle carceri cinesi simboleggiate dai colori del rosso e dall’uso dell’oro; la sua è una denuncia contro la distruzione di una storia millenaria, per la salvezza di un patrimonio culturale ricchissimo che si consuma giorno dopo giorno quasi nell’indifferenza.

 

Testi da Evan De Vilde e da Ilario D’Amato

Contenuti raccolti e proposti da Redazione by CoruzziEventiArte a cura di Alessia Q.

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ROMA – CLAUDIO LIA – “ASSORDANTI SILENZI”

GIORNATA CONTRO LE VIOLENZE SULLE DONNE

25/11/2012

Claudio Lia espone alcune delle sue numerose opere al Palazzo Castro Pretorio di Roma.

Il 25 Novembre in occasione della giornata nazionale sulla  violenza  alle donne e per la tutela del mondo femminile, Il critico d’arte Alessandra Lucia Coruzzi rileva il valore  contenutistico di alcune opere dell’autore esposte in una mostra  in corso  presso Il Ministero degli Interni, Pinacoteca  in Palazzo Castro Pretorio a Roma.

La giornata mondiale di contrasto alle violenze maschili sulle donne si impone come noto e accorato appello che vuole essere ennesimo richiamo  sociale. Fondamento civile per riconoscere  una continua ed incessante realtà fatta di  crimini, di violenza ed abusi oltre i  diritti umani.

Una data importante per il movimento internazionale delle donne, scelta in onore delle sorelle Mirabal che, opponendosi al regime Dittatoriale della Repubblica Dominicana, vennero uccise proprio il 25 Novembre 1961.

Una data da ricordare, da celebrare con coscienza e consapevolezza, un evento che anche l’arte vuole raccontare .

Tra le opere esposte alla  mostra in corso a Palazzo Castro Pretorio, quelle di Claudio Lia si impongono con forte richiamo, attraverso un silenzio lacerante,  contro l’immoralità degli uomini sperando di concorrere  alla crescita della civiltà: tenta un passo verso il miglioramento del mondo femminile chiedendo fortemente prevenzione da eventuali futuri episodi di violenza sulle donne.

Si acclama il potere dell’immagine e della raffigurazione attraverso il principio della  comunicazione  e diffusione, per tramite di una sensibile interpretazione artistica universale strumento dell’artista  Claudio Lia sensibile ed  immerso nella  ricerca della coscienza del vero.

Un autore acuto e attento ai problemi riguardanti i drammi del sociale che evidenzia mediante i suoi lavori pittorici una rivisitazione delle proprie impressioni e sensazioni. Lia, attivo al Dipartimento della Polizia di Stato, matura costante valore interiore a contatto più di altri con la criminalità, la delinquenza e maltrattamenti su donne, bambini e anziani. Un tema, dunque, che il pittore conduce e matura immerso nella sua profonda  ricerca stilistica, come messaggio sociale.

Il pittore romano fondatore dell’associazione Arte InDivisa è laborioso e concreto, come gli artisti che si esprimono da soli ed in gruppo  e che richiamano l’arte al progetto, nella sensibilizzazione contro la criminalità e nella promulgazione della legalità.

L’Associazione culturale Arte InDivisa, a cura di Roberta Di Chiara,  in collaborazione con l’Ufficio Storico della Polizia di Stato e la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, ha realizzato recentemente  in occasione del ventennale delle stragi di Capaci e Via d’Amelio e del trentennale della morte del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, una mostra itinerante “Cultura+Legalià=Libertà: L’arte contro le mafie”, giunta nella capitale italiana dopo essere partita da Torino, toccato la Biennale di Venezia e finire il tour a Napoli.

I lavori di Claudio Lia sono una denuncia, un messaggio. Non sono arroganza e presunzione, ma un eco  sottile e forte,  speranza di un mirato intervento nel  tentativo di migliorare con umanità  la sfera del contemporaneo.

Vuole istillare e stimolare nell’animo dell’osservatore un’attenta riflessione su tematiche che possano interessare la società, l’unico apparato con l’effettivo potere di tutelare dai diffusi crimini, tra cui le violenze contro le donne.

Didascalia:

Immagine  1 – Claudio Lia, “Parlano di me”, anno 2011, cm 130×130, smalto sintetico su tela con commento a fronte a cura della Dott.ssa Alessandra Coruzzi.

Immagine  2 – Claudio Lia, “Provaci ancora”, anno 2012, cm 70×100, olio su cartoncino con commento a fronte a cura della Dott.ssa Alessandra Coruzzi.

Claudio Lia “, Parlano di me”, anno 2011, cm 130×130, smalto sintetico su tela

Claudio Lia ,“Provaci ancora”, anno 2012, cm 70×100, olio su cartoncino

“Tutelare con maggiore efficacia le donne che con coraggio manifestano situazioni di abuso e far crescere l’impegno culturale, sociale e delle istituzioni nell’affrontare gli squilibri persistenti con una concezione del ruolo femminile rispettosa della dignità della persona e di corrette relazioni tra i generi”. Sono le parole di Giorgio Napolitano che  hanno teso alla sensibilizzazione nell’esigenza  di persuadere il  pensiero comune verso il maggior numero di persone al  rispetto ed al miglioramento della tutela delle donne.

Così in occasione  dell’evento internazionale del 25 Novembre 2012 pubblichiamo testo ed opere a tema .

Per le opere e le immagini  e per la visita alla Mostra Roma,Palazzo Castro Pretorio (esposizione  permanente, continua, ciclica)

Contattare Info@coruzzieventiarte.it

Altri artisti in Mostra:

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MILANO – SPAZIO TADINI -“NONSOLOLIBRERIE “

FESTA DEL LIBRO INDETTA DAL MINISTERO DEI BENI CULTURALI E LIBRARI

Partecipazione a cura di Alessandra Lucia Coruzzi

 presso le sale di Spazio Tadini , Milano

23/5/2012

 

Mercoledì 23 maggio 2012, presso Spazio Tadini, Milano, viene presentata Mostra del Libro d’Artista che sviluppa mediante suggestive opere un percorso tematico al quanto coinvolgente e stimolante.

La mostra si prefissa l’obiettivo di lanciare un messaggio di consapevolezza sul valore del libro, rivisitato come strumento e oggetto conoscitivo e di arricchimento antropologico.

Un evento che vede protagonisti  gli artisti Giorgio Ulivi e Lorenzo Perrone  curati e selezionati per il progetto di partecipazione  ideato dal Curatore e Critico d’Arte Alessandra Lucia Coruzzi.

Esposizione presso le sale di Spazio Tadini  a cura di Melina Scalise per Coruzzi EventiArte e Artisti INMovimento

 Comunicazione e Ufficio stampa by Melina Scalise

Il comunicato del Ministero recita così: “ I libri sbocciano in maggio. Perchè se in questo mese la natura si risveglia, lo stesso capita alla voglia di leggere. Leggere fa crescere: è questo lo spirito de Il Maggio dei Libri, la campagna nazionale nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura come elemento chiave della crescita personale, culturale e civile.”

Ebbene a Milano, il mese dedicato ai libri, ha visto protagoniste principalmente le librerie con una serie di eventi dedicati alla lettura, ma Spazio Tadini ritiene che il libro non sia solo uno strumento conoscitivo, ma anche un oggetto di uso quotidiano che assume significati diversi. Quante volte un libro diventa un accompagnamento di una vita intera, un feticcio, un riferimento, un ricordo, un’emozione e, in qualche caso, diventa opera d’arte. Per questa ragione il critico Alessandra Coruzzi ha selezionato due artisti per cui il libro è diventato soggetto del loro lavoro di ricerca.

“La rassegna propone due artisti che da tempo sono impegnati in un percorso legato alla ricognizione dell’opera creativa attraverso il testo, la valenza della grafia calligrafica, del valore dei contenuti e della forma – spiega Alessandra Coruzzi -. Nel corso della serata si lancia, attraverso le opere espresse con diverse tecniche e differenti linguaggi artistici, un messaggio di consapevolezza e di adesione al valore di arricchimento del libro e dell’arte. Gli artisti selezionati sono Giorgio Ulivi e Lorenzo Perrone”.

L’esposizione dei loro lavori è accolta nell’ambito della mostra in corso a Spazio Tadini dal titolo “Abbracci” di Elena Cirella, artista vivace e che affronta visioni di profondo impegno sociale per mezzo di un percorso di opere dai soggetti toccanti che stimolano approfondimenti testuali, di lettura dell’uomo e della storia, attraverso forti esplosioni cromatiche.

Giorgio Ulivi presenta opere creative e testuali in affinità con il pensiero intellettuale del poeta Carlos Franqui. Dal 1960 percorre una ricerca puntuale e segnata da mutamenti analitici ritmati nel tempo, sulla grafia e il rapporto tra il segno e lo spazio. “Le tematiche della sua produzione, rispecchiano ricerche di impronta testuale – scrive A.L.Coruzzi – con mezzi raccolti da richiami calligrafici, percorsi trascritti attraverso ricordi documentali, estrazioni di campi cromatici strappati dal tempo e dal testo già scritto. Il percorso artistico e la stilistica sono anche da leggere in riferimento alle poetiche di Carlos Franqui, poeta rivoluzionario cubano e alle particolari ricerche di Mirò”.

Lorenzo Perrone propone al pubblico la ricerca dei “Libri Bianchi “ nati da veri libri antichi e contemporanei. “Essi celano contenuti dimenticati ora da riscrivere – scrive Coruzzi. Le sue opere aderenti alla purezza del bianco adeso alle pagine incamottate dei “libri veri “, sono una risposta alla sintesi estrema del colore, alla ricerca della forza della luce e di un nuovo racconto, dove il soggetto letterario, privo di legami col testo celato, è proiettato dall’osservatore attraverso un contesto immaginifico”.

Tra le opere esposte :

Libri d’arte e di pregio come l’opera artistica di Giorgio Ulivi “Tatuaggi dell’anima” o cartelle di percorsi in opere cartacee con un gruppo di lavori da “Biografia immaginaria “ per soddisfare gli interessi di esigenti collezionisti.

Sculture “Libri bianchi “ di Lorenzo Perrone, che traspongono chiari messaggi critici. Troviamo tra i soggetti delle sue opere anche: “omaggio a Montanelli”, ”J’ACCUSE – omaggio a Saviano”, ”Raccolta indifferenziata”, ”ma fille “,  “leggimi Forte “, “ANNA P. (in memoria di Anna Politkovskaja)”.

per le opere e per le immagni contattare CoruzziEventiArte all’info: info@coruzzieventiarte.com

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