EVAN DE VILDE

 

Evan De Vilde nasce a Napoli nel 1973.

Artista contemporaneo, viene considerato l’ideatore e il fondatore dell’Archeorealismo, movimento d’avanguardia la cui poetica si basa sui contrasti estetico-linguistici di oggetti temporalmente distanti, come ad esempio autentici reperti archeologici installati in moderne composizioni d’arte contemporanea.

“Egli è un artista insolito” – afferma il suo curatore Antonio Filippetti – “addirittura speleologo ostinato che cerca nel passato i materiali per la sua arte.”

Non a caso l’archeorealismo da cui nasce l’arte di De Vilde parte da reperti archeologici, pergamene antiche, antichi manufatti o fossili per diventare nuovo realismo concettuale e parlare nuovi linguaggi che non siano quelli soliti della museologia classica.

Disegnatore, pittore e scultore si dedica ad opere di grafismo lineare, esplorando spazi concettuali e nuovi linguaggi artistici ed estetici, introducendo aspetti innovativi nel disegno e nelle installazioni, sperimentando nuovi approcci concettuali e didattici, senza rovinare le opere archeologiche ma preservandole intatte alle generazioni future.

Egli, in quanto grafico pubblicitario, si dedica anche al design di gioielli partendo da antichi manufatti archeologici e design d’interni in chiave archeorealistica.

Molteplici sono le opere di De Vilde: egli realizza i litoplastoi, opere di pietra naturale e filo artificiale per rappresentare la società; i subacquis per rappresentare l’alterità delle culture; e le Opere Ming per rappresentare i concetti di globalizzazione.

“Chi siamo noi del XXI secolo per poter scalfire, strappare, distruggere un’opera antica quanto il tempo, quale diritto o licenza artistica abbiamo noi contemporanei per poter piegare la memoria antica a nostra immagine e somiglianza?”

“[…] In una nuova concezione prospettica del quadro creo una prospettiva che mi consente di orientare lo sguardo dell’osservatore verso il passato (al reperto archeologico) e verso il futuro (alla conservazione della memoria alle generazioni future) in un fulcro ottico centrato nel contemporaneo, giocando su concetti di storia attuale, così da attualizzare un reperto antico svecchiandolo e riportare nel passato un avvenimento di storia contemporanea.”

“[…] Senza tradire lo scopo della conservazione del reperto archeologico, perché nel primo mio assioma dell’archeorealismo resta inteso che l’oggetto antico non dovrà mai essere snaturato o intaccato, e senza mai tradire l’arte contemporanea che è quella di concettualizzare un fenomeno storico in un oggetto simbolico come può essere quello archeologico, ho fuso la storia antica con quella moderna, storia nella storia, livelli che tra loro si rincorrono e si chiudono uno nell’altro inseguendosi senza mai raggiungersi.”

Così l’artista spiega ad una sua conferenza a Palazzo Gravina, in occasione di un convegno sulla memoria dell’arte e della sua nuova “invenzione artistica”, già chiamata “archeorealismo”.

In quest’ottica l’arte concettuale di Evan De Vilde parte dal presupposto che l’opera di fondo, quella archeologica o di antiquariato, sia primaria e centrale nell’opera da essere rispettata e non intaccata in nessun modo dal processo creativo del contemporaneo.

Fondendo insieme antichità e ultime tendenze tecnologiche e formali, l’archeorealismo aspira ad un’armonia tra linguaggi temporalmente molto distanti tra loro. Tutte le opere tendono alla ricerca di un nuovo realismo, basato sull’equilibrio estetico di un reperto storico che, tramite interventi e impianti contemporanei, possa ritrovare un fascino nuovo e valorizzare ancor più la sua carica storica, al fine di costituire un messaggio nuovo e potente, che guardi alla contemporaneità e vada anche oltre.

Il dialogo che nasce tra antico e contemporaneo permette così ad archeologia ed arte di dare vita ad un sogno congiunto, di archeologo e artista contemporaneo, che vorrebbero in un museo-galleria la concentrazione massima di due linguaggi dell’arte storicamente diversi e spesso per questo inevitabilmente divisi nella comune concezione museale.

I linguaggi e i materiali usati dall’Archeorealismo sono moderni, come il plexiglass, le fibre sintetiche o l’acciaio, vengono utilizzate installazioni e brand famosi accostandoli ad oggetti del passato. L’artista archeorealista indaga in questo modo l’opera antica e cerca di completarla aggiungendo un pezzo di una realtà storica a lui contemporanea che, nel rispetto del reperto, che non viene mai in nessun modo alterato nella sua struttura, gli dà nuova forma e lo carica di nuovi significati, rivelandone spesso aspetti nascosti o proponendone di nuovi ed inattesi.

Tra le opere più rappresentative dell’archeorealismo troviamo indicata l’Opera Ming: una composizione semplice, ma estremamente emblematica. L’artista, come in un sistema di scatole cinesi, racchiuse un antico vaso della dinastia Ming, databile attorno all’anno 1480, in una bottiglia di vetro della celebre Coca Cola, dando vita ad un vero e proprio manifesto della globalizzazione.

L’Opera Ming è quindi la concreta esplicazione non solo della realizzazione materiale dell’opera archeorealista ma anche e soprattutto dell’idea e del processo che porta l’autore alla realizzazione dell’opera stessa.

Queste opere raccontano in modo molto efficace la nostra società, la complessità dei linguaggi dell’arte contemporanea, della pubblicità e della tecnologia, ma sopratutto la nostra storia attuale partendo da quella antica. Tutto nasce dal confronto e dallo scontro tra epoche, temi, sensibilità, valori diversi e lontani, ma tra cui è sempre possibile intravedere delle relazioni, cogliere a vari livelli dei rapporti, delle analogie o dei contrasti che ci aiutano a capire meglio passato e presente e ci spingono a riflettere ed interrogarci su temi di grande importanza ed attualità, in modo originale, nuovo e mai scontato.

Guardare al passato e reinventarlo mettendolo in relazione con elementi tipici del nostro tempo diventa così un ottimo modo per interrogarci sulla nostra epoca ed elaborare un messaggio artistico originale e di grande impatto, su cui dovremmo tutti riflettere.

E’ sulle basi dell’oggetto antico che nasce quindi l’opera contemporanea, intesa come conservazione della memoria del passato da utilizzare come filtro per il presente.

 

Immagini:

 

EL DORADO

“El Dorado è il paradosso dei livelli storici che assieme si fondano e permettono la crescita di nuove tipologie di costruzioni mentali. Dal neolitico emergono nuovi materiali, nuove rappresentazioni della realtà, più sintetiche, di plastica, che emulano la natura, in modo iperrealistico, ma che assieme fondano nuove rappresentazioni della realtà stessa che ci circonda. La prima arte, quella neolitica, si confronta con l’arte recente della sintesi plastica.”

 

ATTIMO

“1950: la Cina dilaga in tutto il Tibet orientale; da allora templi, monasteri ed edifici storici sono stati razziati e rasi al suolo, le antiche opere d’arte ed i tesori della letteratura sono stati distrutti. Questa composizione artistica viene infatti considerata una denuncia sociale e uno strumento della “memoria”. La lotta tra Tibet e Cina deve essere raccontata; con quest’ opera, l’autore, vuole vincere la morte di un popolo senza scampo.

L’Opera è stata esposta alla 54° Biennale di Venezia Padiglione Italia – Torino presso la Sala Nervi – collocata nell’ Area dedicata – Coruzzi:

“Attimo” – opera pittorica – olio su tela – cm  80,5 x 86,5 – anno 2011

 

  CARTERIS TIBETANO IN BLU

 “Principio dei clicli storici, della conservazione dei materiali archeologici e della memoria storica di un popolo: questo è ciò che evocano i manoscritti antichi incastrati in queste teche moderne. Con quest’opera De Vilde vuole fortemente rappresentare e denunciare l’oppressione della cultura tibetana nelle carceri cinesi simboleggiate dai colori del rosso e dall’uso dell’oro; la sua è una denuncia contro la distruzione di una storia millenaria, per la salvezza di un patrimonio culturale ricchissimo che si consuma giorno dopo giorno quasi nell’indifferenza.

 

Testi da Evan De Vilde e da Ilario D’Amato

Contenuti raccolti e proposti da Redazione by CoruzziEventiArte a cura di Alessia Q.

Annunci
Contrassegnato da tag ,

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: